3. Terza maledizione “Maledetto colui chi non considera valide (tutte) le parole di questa Toràh”
Se si compie il peccato di lashon harà molto spesso, al punto che si parla tranquillamente lashon harà senza quasi considerarlo un peccato, si è passibili di ricevere la maledizione “Maledetto colui chi non considera valide (tutte) le parole di questa Toràh”. Poichè è scritto nella Toràh di non parlare lashon harà, chi ignora deliberatamente questo divieto, sta automaticamente non considerando valido tutto ciò che è scritto in Essa (nel caso specifico, il fatto di non parlare lashon harà).
4. Quarta maledizione “Maledetto chi maltratta suo padre e sua madre”
Se chaz veshalom si parla lashon harà sui propri genitori, si è passibili della maledizione “Maledetto chi maltratta suo padre e sua madre”.
ovvero le istruzioni per usare al meglio il regalo più prezioso che Hashem ci ha donato: la parola
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Le quattro maledizioni
Le quattro maledizioni a cui è passibile chi non sta attento al peccato di lashon harà
1. Prima maledizione: “Maledetto chi colpisce il prossimo di nascosto” (Devarim 27, 24)
Oltre a tutti i divieti e precetti positivi che trasgredisce chi parla lashon harà, è passibile di ricevere la maledizione “Maledetto chi colpisce il prossimo di nascosto”, perché si può colpire anche con le parole, che spesso possono essere peggio che un colpo fisico.
2. Seconda maledizione “Maledetto chi fa deviare il cammino del cieco” (Devarim 27,18)
È passibile a questa maledizione chiunque trasgredisca il divieto di “Non mettere un inciampo di fronte al cieco”, che è una delle diciassette trasgressioni scritte precedentemente, che si possono compiere parlando o ascoltando lashon harà, perché mette un “inciampo” di fronte a chi ascolta quello che dice, o ascoltando la lashon harà della persona che ha cominciato a dirla.
1. Prima maledizione: “Maledetto chi colpisce il prossimo di nascosto” (Devarim 27, 24)
Oltre a tutti i divieti e precetti positivi che trasgredisce chi parla lashon harà, è passibile di ricevere la maledizione “Maledetto chi colpisce il prossimo di nascosto”, perché si può colpire anche con le parole, che spesso possono essere peggio che un colpo fisico.
2. Seconda maledizione “Maledetto chi fa deviare il cammino del cieco” (Devarim 27,18)
È passibile a questa maledizione chiunque trasgredisca il divieto di “Non mettere un inciampo di fronte al cieco”, che è una delle diciassette trasgressioni scritte precedentemente, che si possono compiere parlando o ascoltando lashon harà, perché mette un “inciampo” di fronte a chi ascolta quello che dice, o ascoltando la lashon harà della persona che ha cominciato a dirla.
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