Da tutto ciò una
persona deve riflettere e comprendere quanto ci sia da allontanarsi dal peccato
di Lashon Harà. Perché chi si abitua a fare lashon harà quasi non ha la
possibilità di fare teshuvàh, perché difficilmente ricorderà tutte le persone
di cui ha parlato e che ha fatto disprezzare attraverso la sua lashon harà.
Persino coloro che ricorda, sicuramente si vergogna a rivelare la cosa. A volte
può aver persino parlato di una famiglia e di un suo eventuale difetto, e per
questo avere danneggiato non solo loro ma la loro potenziale dinastia – cosa
per cui non può in alcun modo ottenere scusa da chi non è nato. [N.d.R. In ogni
caso una persona che vuole fare Teshuvàh ha la possibilità nel caso
effettivamente sia pentito. A seconda del caso è opportuno si rivolga ad un
Poseq e gli racconti la situazione. In base a questa cercherà di trovare una
soluzione adatta alla situazione per fare Teshuvàh Be”H]
ovvero le istruzioni per usare al meglio il regalo più prezioso che Hashem ci ha donato: la parola
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Quarta Regola.10 - Come fare Teshuvàh?
12. Come fare Teshuvàh?
12.1.1 Nel caso in cui gli ascoltatori non abbiano creduto a ciò che ha raccontato, e quindi si trova che nessuno ha provato disprezzo di alcun genere della persona di cui si è parlato a causa delle sue parole, allora rimane solo il suo peccato nei confronti di HaShem. Per riparare, deve pentirsi di ciò che ha commesso, confessare il peccato dinnanzi al Signore nel Viddui, e ricevere su sé stesso con cuore integro di non ricommettere lo stesso peccato successivamente.
12.1.2 Nel caso invece gli ascoltatori abbiano creduto a ciò che ha raccontato e si è quindi disprezzato il soggetto del discorso a causa delle sue parole, e attraverso ciò si è provocato danno o sofferenza, allora è necessario chiedere da questa persona di perdonarlo. Quando effettivamente lo perdonerà, allora è necessario sistemare la parte del peccato tra di lui ed HaShem, come visto nel paragrafetto precedente.
12.1.1 Nel caso in cui gli ascoltatori non abbiano creduto a ciò che ha raccontato, e quindi si trova che nessuno ha provato disprezzo di alcun genere della persona di cui si è parlato a causa delle sue parole, allora rimane solo il suo peccato nei confronti di HaShem. Per riparare, deve pentirsi di ciò che ha commesso, confessare il peccato dinnanzi al Signore nel Viddui, e ricevere su sé stesso con cuore integro di non ricommettere lo stesso peccato successivamente.
12.1.2 Nel caso invece gli ascoltatori abbiano creduto a ciò che ha raccontato e si è quindi disprezzato il soggetto del discorso a causa delle sue parole, e attraverso ciò si è provocato danno o sofferenza, allora è necessario chiedere da questa persona di perdonarlo. Quando effettivamente lo perdonerà, allora è necessario sistemare la parte del peccato tra di lui ed HaShem, come visto nel paragrafetto precedente.
Quarta Regola9. Informazioni su qualcuno
11. Abbiamo un principio fondamentale nelle questioni di Lashon Harà: se una persona vuole cominciare una nuova collaborazione, può e anzi è molto opportuno verificare su di lui presso altri a determinate condizioni.
Esempi di collaborazione: prendere un nuovo impiegato per il suo lavoro, o un nuovo socio, o un Shiddukh ~ proposta di potenziale partner al fine di arrivare al matrimonio.
11.1 Le condizioni per chi verifica:
11.1.1 Non si chiedano informazioni da qualcuno che si sospetta non sopportare la persona in questione, persino se non lo odia, ma è sufficiente che sia un concorrente economico.
11.1.2 Colui che verifica deve avvisare colui presso cui pende informazioni del motivo delle domande, e se non lo avvisa, trasgredisce il divieto di “Lifnè ‘iver lo titten michshol” ~ “Davanti ad un cieco non porre un inciampo” poiché chi gli risponde pensa di fare lashon harà.
11.1.3 Chi verifica stia attento a non credere sicuramente a ciò che gli viene detto, ma solo a sospettare della cosa, per stare attento dalla questione.
11.2 La condizione per la persona cui vengono poste le domande: è vietato esagerare le cose più di quanto egli sappia effettivamente. [Vedi successivamente Hilkhot Rechilut ~ pettegolezzi Regola 9, come e quando rispondere]
Esempi di collaborazione: prendere un nuovo impiegato per il suo lavoro, o un nuovo socio, o un Shiddukh ~ proposta di potenziale partner al fine di arrivare al matrimonio.
11.1 Le condizioni per chi verifica:
11.1.1 Non si chiedano informazioni da qualcuno che si sospetta non sopportare la persona in questione, persino se non lo odia, ma è sufficiente che sia un concorrente economico.
11.1.2 Colui che verifica deve avvisare colui presso cui pende informazioni del motivo delle domande, e se non lo avvisa, trasgredisce il divieto di “Lifnè ‘iver lo titten michshol” ~ “Davanti ad un cieco non porre un inciampo” poiché chi gli risponde pensa di fare lashon harà.
11.1.3 Chi verifica stia attento a non credere sicuramente a ciò che gli viene detto, ma solo a sospettare della cosa, per stare attento dalla questione.
11.2 La condizione per la persona cui vengono poste le domande: è vietato esagerare le cose più di quanto egli sappia effettivamente. [Vedi successivamente Hilkhot Rechilut ~ pettegolezzi Regola 9, come e quando rispondere]
Quarta Regola.8 - Mettersi in società
1. 10. Abbiamo un principio fondamentale nelle questioni di Lashon Harà: se una persona vuole cominciare una nuova collaborazione, può e anzi è molto opportuno verificare su di lui presso altri a determinate condizioni. Esempi di collaborazione: prendere un nuovo impiegato per il suo lavoro, o un nuovo socio, o un Shiddukh ~ proposta di matrimonio?.
Le condizioni per chi verifica:
1, Non si chiedano informazioni da qualcuno che si sospetta non sopportare la persona in questione, persino se non lo odia, ma è sufficiente che sia un concorrente economico.
2. Colui che verifica deve avvisare colui presso cui pende informazioni del motivo delle domande, e se non lo avvisa, trasgredisce il divieto di “Lifnè ‘iver lo titten michshol” ~ “Davanti ad un cieco non porre un inciampo” poiché chi gli risponde pensa di fare lashon harà.
3. Chi verifica stia attento a non credere sicuramente a ciò che gli viene detto, ma solo a sospettare della cosa, per stare attento dalla questione
Le condizioni per la persona cui vengono poste le domande: è vietato esagerare le cose più di quanto egli sappia effettivamente. [Vedi successivamente Hilkhot Rechilut ~ pettegolezzi Regola 9, come e quando rispondere]
Quarta Regola.7 - Cattivi atteggiamenti!
9. E’ vietato parlare male del prossimo sui suoi cattivi atteggiamenti. Ad esempio, se ha visto che si è insuperbito, oppure si è incollerito (perché è permesso solo mostrarsi incollerito, ma non incollerirsi davvero) oppure ha applicato altri atteggiamenti cattivi, perché forse ha fatto teshuvàh e si è rattristito dei suoi cattivi atteggiamenti. E persino se non è rattristito della cosa, forse non sa quanto siano gravi, e se l’avesse saputo, è possibile che sarebbe stato più attento alla cosa. E quindi non solo è vietato parlarne male, ma è anche opportuno ammonirlo (non saltandogli addosso, ma pacatamente) e mostrargli la gravità del divieto, e così compie anche la mizvàh dell’ammonire.
10. Nonostante abbiamo detto (4.9) che è vietato raccontare i cattivi atteggiamenti del prossimo, nel caso in cui vuole che gli altri non imparino da lui e dalle sue azioni, è possibile raccontare la cosa, e addirittura può essere una mizvàh. Questo a condizione necessaria e non sufficiente che non lo abbia preso in odio, indifferenza o non sopportazione (tutte e tre le cose rientrano nel termine שנאה “Sinàh” in ebraico). [N.d.R. C’è da notare, che oggigiorno non tutti sanno cosa sia un cattivo atteggiamento e cosa sia un buon atteggiamento. E’ necessario verificare questa cosa in base alla halakhàh, di caso in caso, senza giudicare solo in base alla propria opinione.] In tal caso è una mizvàh inoltre che chi racconta spieghi il motivo per cui parla male di tale persona, affinché chi sente non pensi che sia permesso parlare male del prossimo più di quanto sia effettivamente.
10.1 Persino se ha sentito la cosa da altri – deve sospettare la cosa, e anche dire ad altri eventualmente di sospettare della cosa affinché sappiano tenere le distanze. Deve però sottolineare la cosa dicendo “ho sentito che dicono di lui così e cosà, e perciò bisogna starci attenti e tenere le debite distanze.” (Beer Maim Chajim)
Quarta Regola.6
7. Tutte le norme viste fin’ora,
valgono nel caso in cui una persona è solita pentirsi dei propri peccati. Nel caso
si sia verificato che la persona non ha nessun timore di HaShem, e si vuole
mettere sulla cattiva strada, è permesso farla vergognare e raccontare male di
lei, sia in sua presenza che meno. Ad esempio una persona che deliberatamente trasgredisce
le regole della Toràh, o che non sta attenta a una determinata averà che tutti
sanno trattarsi di un’averà. Però, chi ascolta, ha il divieto di credere a
quello che gli viene detto, può solo sospettare della cosa fin quando riuscirà
a fare chiarezza.
-
Se una persona del genere
ha compiuto un’azione giudicabile positivamente o negativamente, la si giudica
negativamente ed è permesso farlo vergognare di ciò che ha fatto.
-
Tutto questo permesso vale
solo nel caso in cui si ha l’intenzione di far migliorare la cosa e altre
condizioni di cui parleremo in seguito.
Quarta Regola.5
5-6.1 Nel caso due persone (come testimoni) abbiano visto il peccatore peccare e sanno che lui sicuramente non accetterebbe alcun ammonimento, ed è probabile che in modo molto semplice ricaschi nel peccato, è bene che i due testimoni vadano dal Bet Din ~ Tribunale rabbinico e gli dicano il fatto in modo che possano allontanarlo dal peccato in futuro (ciò vale solo nei luoghi in cui il Bet Din ~ Tribunale Rabbinico abbia l’autorità e la forza per allontanarlo dal peccato).
5-6.2 Nel caso solo una persona l’abbia visto - quindi non può testimoniare da solo al Bet Din, poiché c’è il divieto di testimoniare da solo. (vedi decimo divieto) Nonostante ciò può rivelarlo al Rav del peccatore affinché lo “raddrizzi” a condizione che venga creduto effettivamente. E’ però vietato al Rav di raccontare la cosa in giro. C’è però la possibilità che anche se c’è il rischio che il “Rav” vada a raccontare in giro la questione, nel caso possa effettivamente “raddrizzare” la persona, sia possibile rivelarglielo.
5-6.3 E così è possibile anche rivelare la questione ai parenti stretti del peccatore, nel caso in cui (a) sicuramente gli crederanno e (b) ammoniranno il peccatore. Questo a condizione che sia effettivamente così e che (c) l’intenzione di chi racconta sia effettivamente al fine di ottenere un buon comportamento ( e null’altro).
5-6.2 Nel caso solo una persona l’abbia visto - quindi non può testimoniare da solo al Bet Din, poiché c’è il divieto di testimoniare da solo. (vedi decimo divieto) Nonostante ciò può rivelarlo al Rav del peccatore affinché lo “raddrizzi” a condizione che venga creduto effettivamente. E’ però vietato al Rav di raccontare la cosa in giro. C’è però la possibilità che anche se c’è il rischio che il “Rav” vada a raccontare in giro la questione, nel caso possa effettivamente “raddrizzare” la persona, sia possibile rivelarglielo.
5-6.3 E così è possibile anche rivelare la questione ai parenti stretti del peccatore, nel caso in cui (a) sicuramente gli crederanno e (b) ammoniranno il peccatore. Questo a condizione che sia effettivamente così e che (c) l’intenzione di chi racconta sia effettivamente al fine di ottenere un buon comportamento ( e null’altro).
Quarta Regola.4 - Chi non ascolta il Bet Din
4.8
Una persona che non vuole compiere ciò che il Bet Din ~ Tribunale Rabbinico gli ha prescritto
(in forma di giudizio) e non ha un motivo sul perché non vuole compierlo – è
possibile parlare di questa cosa negativa, e persino scriverla in modo che rimanga
ricordata per tutte le generazioni.
4.8.1 Nel
caso in cui abbia dato un motivo sulla sua condotta e sul perché non voglia
compiere ciò che il Bet Din ~ Tribunale Rabbinico gli ha prescritto c’è da distinguere:
a. Nel
caso sia verosimile, o ci sia un dubbio sulla verosimilità del motivo – è
vietato raccontare qualcosa di negativo su di lui (tanto più pubblicare
qualcosa sulla questione).
b. Nel
caso capiamo che non è verosimile, ma è solo una scusa – allora non è
necessario credergli, ed è possibile raccontare la cosa (anche se negativa) e
portarla anche in forma scritta per le generazioni.
Quarta Regola.3
4.4 Se la persona in
questione commette un peccato volontariamente, essendo a conoscenza del fatto
che quello che sta facendo è un peccato (per esempio adulterio o mangiare
alimenti proibiti ל"ע, che
tutti sanno che si tratta di peccati) allora c’è da fare una distinzione fra un
benonì e un talmid chacham. Se la
persona in questione è un benonì (ossia generalmente sta attento a compiere le
mizvot e non peccare ma ogni tanto inciampa in qualche peccato) e la si è vista
peccare solo una volta di nascosto, è vietato raccontare quello che ha fatto, perché
potrebbe già essersi pentito della cosa, aver fatto teshuvà e aver ricevuto il
perdono di HaShem. Se si raccontasse quello che ha fatto lo si farebbe
vergognare e basta, e oltretutto potrebbe già aver ricevuto il perdono da
HaShem per quello che ha fatto. Chi rivela la cosa, si macchia di un peccato
molto grave ed è considerato malvagio. Quello che bisogna fare è rimproverare
la persona a quattr’occhi per quello che ha fatto, incoraggiandolo a non
comportarsi più in quel modo. È importante farlo però nella dovuta maniera ed
educatamente.
4.4.1
Se si vede peccare un talmid chacham, una persona che generalmente non commette
peccati ma in questa occasione è stata vinta dallo yezer harà, e si rivela
quello che ha fatto, si commette un grave peccato, ma non solo, è vietato
perfino sospettare del fatto che non abbia fatto teshuvà, perché sicuramente l’ha
fatta ed è amareggiato per quanto accaduto e per il fatto di essere stato vinto
dallo yezer harà.
Quarta regola.2
4.2. E' vietato raccontare qualcosa di negativo su una persona, sia che abbia trasgredito un divieto della Toràh che un precetto da compiere. Sia che si tratti di un divieto "famoso" che di una mizvàh poco conosciuta, o comunque cui la gente sta poco attenta. E così è anche vietato raccontare che una persona sta poco attento a compiere le mizvot a priori.
4.3. Abbiamo definito precedentemente una persona “media” come persona che generalmente sta attenta a non compiere peccati, ma di tanto in tanto ci incappa (vedi terza regola - 7). Anche nel caso una persona “media” sia stata vista compiere ripetutamente un peccato, è vietato rivelarlo. Persino se è stato visto non solo da una persona, ma da due, quanto il numero minimo necessario per testimoniare al bet din ~ tribunale rabbinico [a meno che, appunto, non vadano a testimoniare. In tal caso è permesso raccontare il fatto, ma solo al Bet Din]. Bisogna anzi giudicare tale persona positivamente (vedi terza regola – 7). Ad esempio pensando che non l’ha commesso volontariamente, oppure che non sapeva che fosse vietato, oppure pensa che sia solo un “buon consiglio”, ma non sia obbligatorio [in questi ultimi due casi è opportuno farglielo notare in modo calmo e rispettoso, così che non arrivi a peccare una volta ulteriore]
Quarta regola
QUARTA REGOLA: IL DIVIETO DI PARLARE LASHON HARà PER QUESTIONI CHE RIGUARDANO LE MITZVOT FRA L’UOMO E HASHEM
1. E’ vietato raccontare sul prossimo qualcosa di negativo, che sia effettivamente accaduto, perfino se la persona in questione non è presente, sia per quanto riguarda le questioni interpersonali che per quanto riguarda le questioni fra uomo e HaShem. Se la persona in questione, attualmente si comporta come si deve, è assolutamente vietato parlare male di lui e raccontare il suo passato poco lusinghiero. Nel caso tutt’ora si comporti generalmente bene però fa qualcosa che non va, se si stratta di qualcosa che tocca l’ambito dei rapporti interpersonali, parleremo della questione be”H nella regola 10, se riguarda l’ambito fra uomo e HaShem, ne tratteremo nelle alachot successive. Comunque si devono avere tutte le condizioni di cui si parla nella quarta regola al settimo paragrafo.
1. E’ vietato raccontare sul prossimo qualcosa di negativo, che sia effettivamente accaduto, perfino se la persona in questione non è presente, sia per quanto riguarda le questioni interpersonali che per quanto riguarda le questioni fra uomo e HaShem. Se la persona in questione, attualmente si comporta come si deve, è assolutamente vietato parlare male di lui e raccontare il suo passato poco lusinghiero. Nel caso tutt’ora si comporti generalmente bene però fa qualcosa che non va, se si stratta di qualcosa che tocca l’ambito dei rapporti interpersonali, parleremo della questione be”H nella regola 10, se riguarda l’ambito fra uomo e HaShem, ne tratteremo nelle alachot successive. Comunque si devono avere tutte le condizioni di cui si parla nella quarta regola al settimo paragrafo.
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