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Rechilut - Regola 6.1 - Rechilut in pubblico e davanti alla persona in questione

REGOLA 6 – Se è vietato ricevere Rechilut dopo che è stata fatta dinnanzi a tre persone oppure davanti al soggetto della rechilut e altre norme.

1. E’ vietato accettare come vera la Rechilut persino se chi racconta ha raccontato la cosa in modo pubblico davanti a diverse persone. In ogni caso non bisogna decidere per questo che la cosa sia vera, ma c’è da sospettare e verificare nel caso la cosa gli tanga effettivamente.

2. E’ vietato accettare come vera la Rechilut persino se viene fatta dinnanzi al soggetto in questione. Persino se non replica, nonostante solitamente sia solito replicare. Esattamente come visto nelle alachot di lashon harà.

Rechilut Regola 5.4

6. Persino se una persona sa che è vero ciò che gli hanno raccontato di una persona che ha detto determinate cose, ed è possibile giudicarla in qualche modo favorevole, è necessario fare così. (Vedi successivamente Regola 6:3)

7. Se ha trasgredito il divieto di accettare come vera la rechilut che gli è stata detta, per aggiustare la cosa deve estirpare dal proprio cuore ciò che gli è stato detto e non crederci. Persino se gli risulta difficile, pensi che forse chi ha raccontato la cosa ha aggiunto di testa sua o tolto qualche dettaglio da come sono andate davvero le cose, oppure ha cambiato il tono, per cui la comprensione della cosa è cambiata. Inoltre accetti su di sé in futuro di non credere a ciò che gli viene raccontato, sia essa lashon harà, sia essa rechilut. Faccia quindi il Viddui ~ confessione dei peccati sulla cosa. Così aggiusterà ciò che ha trasgredito se ancora non ha raccontato la cosa a terzi.

Rechilut Regola 5.3

5.         Da quanto detto è possibile comprendere meglio che ci sono alcune cattive abitudini che bisogna perdere. Ad esempio chiedere che è successo di qualcuno anche se non ne avranno alcuna utilità in futuro. Quando si arriva a non volerglielo raccontare, insistono finché non vengono a sapere le cose. Molto spesso inoltre accettano le cose come fossero vere sicuramente, arrivando a non sopportare più la persona di cui si parla. Se arriviamo a contare tutte le trasgressioni che fanno, un libro è troppo breve. Rileggi l’INTRODUZIONE in cui trovi i divieti in forma generale, e riflettici.

Quinta Regola.2

3. Nel caso veda in modo chiaro che Reuven vuole danneggiarlo nel corpo o nel patrimonio, persino se non ha sentito finora qualcosa del genere da nessuno, è possibile chiedere informazioni sulla questione. 
Può chiedere in giro se qualcuno sa se Reuven vuole danneggiarlo in queste questioni, per sapere come potersi difendere. E non deve aver timore che attraverso questa ricerca gli raccontino qualcosa di male su Reuven.

4. Sappi inoltre che valgono nelle questioni di rechilut tutte le regole che abbiamo trattato nelle alachot di lashon harà (Regola 6). E’ necessario quindi stare molto attenti quando sente qualcosa a con credere effettivamente a ciò che gli viene detto, ma solo sospettare la cosa. E’ quindi vietato agire di conseguenza a ciò che gli viene raccontato, provocando danni o non sopportando la persona in questione. Inoltre deve continuare a fare il bene che è tentuto a fare su ogni cosa riguardo i benè Israel (Zedakà, chesed). Ciò che è permesso è solo sospettare al fine di prevenire sul futuro, ma non provocargli danno chas veshalom, cosa completamente vietata.

Quinta Regola - Sul divieto di accettare e sentire Rechilut e come correggere il peccato se chas veshalom ci è incappato

RECHILUT – QUINTA REGOLA – Sul divieto di accettare e sentire Rechilut e come correggere il peccato se chas veshalom ci è incappato.


1. Esattamente come la Toràh vieta accettare parole di Lashon harà, così vieta di accettare ciò che viene detto come rechilut. Quindi è vietato credere in cuor proprio che ciò che viene raccontato sia vero. Colui che crede alla rechilut che gli viene raccontata trasgredisce il divieto di “Lo Tisà Shema Shav” oltre ai vari divieti che si aggiungono alla questione, come spiegato in maggior dettaglio nella Prefazione. Il divieto è tanto grave che su ciò viene detto (Yerushalmi Pea 1:1, Arachin 15b) Tre vengono uccisi dal Lashon Harà – chi la racconta, chi la riceve, e il soggetto del racconto. Similmente (Maccot 23a) Colui che racconta Lashon Harà (o rechilut, come si deduce dal versetto portato dalla ghemarà) è idoneo ad essere buttato tra i cani (per essere mangiato) come troviamo l’accostamento dei versetti (Shemot 23,1; 22, 30).

2. Nel caso gli venga raccontata una cosa che lo tange direttamente, ad esempio vogliono raccontargli che Reuven vuole danneggiarlo, è possibile ascoltare al fine di sospettare e stare attenti alla possibilità che si verifichi la cosa, ma è vietato crederci effettivamente. Quindi è permesso sospettare, ma è vietato crederci. Vedi inoltre le alachot sulla Lashon Harà Regola 6 in cui abbiamo trattato lungamente la questione dell’ascoltare la lashon harà.

RECHILUT – QUARTA REGOLA

1. È vietato raccontare rechilut anche se la persona a cui si rivela già sapeva che avevano parlato male di lui o che si erano comportati male nei suoi confronti. Perché così facendo, si risveglia l’odio di chi ha subito la cattiva azione nei confronti di chi l’ha commessa. Oppure perché potrebbe riesaminare quanto accaduto trovando nuovi “spunti” per odiare chi si è comportato male nei suoi confronti.
2. Se Reuven ha parlato male di Shimon di fronte ad altre due persone, e una di queste due va a rivelare a Shimon che Reuven ha parlato male di lui, all’altra persona è vietato andare anch’essa da Shimon per dirgli che Reuven ha parlato male di lui. 3. Se una persona a trasgredito il divieto di rechilut e vuole fare teshuvà, deve chiedere scusa alla persona su cui ha sparlato e fare teshuvà nei confronti di HaShem (maggiori dettagli in hilchot lashon harà regola 4 punto 12).

Rechilut - Terza Regola.2

2. Se Reuven dice a Shimon davanti a Levi, e Levi racconta a Shimon ciò che Reuven dice su di lui, è vietato a Shimon andare a dire a Reuven: “Come hai osato dire così a Levi di me?” perché in tal modo anche Shimon trasgredisce il divieto di rechilut. Persino se Shimon non ricorda Levi esplicitamente, ma comunque Reuven intende che si tratta di Levi, allora si trasgredisce comunque il divieto. E molti purtroppo cadono in questo caso (non sapendo la alachà)

3. Il divieto di rechilut vale persino se la questione raccontata tange alla persona cui si racconta. Tanto più se non tange. Persino se dice di non raccontare in giro la cosa, in ogni caso è vietato. Rientra in questa categoria il divieto di raccontare su ciò che è stato detto su un parente o su un figlio o sui genitori.

4. Se c’è un utilità nel raccontare la cosa, ad esempio se chi sente può ammonire il soggetto del racconto è permesso raccontare a condizione che si siano verificate tutte le condizioni necessarie, che abbiamo visto nelle hilchot lashon harà (Regola 10:5-6)